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Esplorando i sistemi, mi arriva sempre
l’immagine di un groviglio d’intrecci che poco hanno a che fare con la
proposta ideologica che ci spinge a sostenere questo o quel partito
politico.
Quali sono infatti i modelli sociali emersi dall’esperienza dei 5 lunghi e
penosi anni della legislatura precedente? Calciatori per i nostri giovani
maschi italiani e veline in odor di meretricio per le nostre ragazze urbanizzate. Quali le
spinte culturali? Canzonette d’amore e sculettamenti. Quali invece i metodi di confronto
politico? Mistificazione della realtà, messaggi terroristici, tentativi di
broglio, bavaglio televisivo alla stampa indipendente, cocaina in
parlamento, chiare collusioni con la mafia. Atteggiamenti di chiaro stampo
proto fascista, ipomafioso o pavidi.
Ma la coca allora, responsabile della turbolenza della vita dei politici
più sciatti, quelli che sanno gridare solo “si vergogni” a chi mostra al
pubblico il loro vero volto, invece di seppellirsi da soli nell’onta
stessa dei principi degenerativi e sovversivi che incarnano?
Esercizi di dizione necessari. Il parlarsi della gente sostituito dalla
chat e il parlarsi addosso dei politici-burrattini, sempre davanti a
microfoni anonimi, non richiesti, autointervistati, ai quali basta una
telefonata al direttore rai o mediaset "giornalista" massone o
comunque succube.
Esaminando etologicamente gli effetti sull’individuo della droga bianca ne
riscontriamo perfetta analogia nei comportamenti dei più noti personaggi
della poltiglia ideologica di conquista del potere ad ogni costo ad uso
economico multinazionale della politica italiana ed estera.
Sono disgustato dell’utilizzo di ultras per contestare l’avversario
politico e di manifestazioni “politiche” organizzate come una trasferta
calcistica. E guardiamo oggi che fine a fatto (finalmente) il messaggio
calcistico berlusconiano.
Sono scioccato dal dover comprendere che dietro a questa messinscena
definita delle Libertà e Democrazia, c’è solo un gruppo di multinazionali
quotate in borsa e che tanta gente non se ne rende nemmeno conto e crede
che la politica si giochi su più calcio gratis in TV.
Poiché il governo è una funzione che deve contemplare una certa dose di
moralità, tradotta nell’esercizio di una funzione pubblica, quindi
tendente a trovare e costruire le migliori condizioni per l’intera società
nel suo insieme di componenti sociali e ambientali. Un governo che non
proponga e cerchi di attuare questo “regolamento di delega popolare” è un
governo privo della moralità necessaria a governare. La moralità,
purtroppo non si può comprare. Il governo delle Lobby, formula che oggi
impazza o tenta d’impazzare dall’america all’occidente materialista, che
corrompe anche trasversalmente agli schieramenti, non è altro che un
mercato dove non esiste concorrenza leale ma solo la legge del più forte
economicamente, non è dunque un buon governo; anzi, addirittura non è
nemmeno un governo; come ha suggerito piacevolmente Beppe Grillo, è solo
una delle ormai tante “associazioni a delinquere”.
E la chiesa cattolica romana allora? Mai come adesso è stata così lontana
dal saper tradurre i messaggi del cielo. Scomunica addirittura la sua
stessa possibilità di evoluzione spirituale! |