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I FARAONI DELLA M....

Premessa: l'articolo è uscito sul n. 15 del mensile Frigidaire nel Marzo 1991, nella rubrica "L'Ermete", che parodiava in stile "Il Male" la pagina culturale del quotidiano "La Repubblica". Riporto in rosso le aggiunte di Sparagna o chi per lui.

cappello:
"I belgi, se sono degli sporcaccioni, è meglio che tornino a casa";
titolo; "La Solvay di Rosignano";
sottotitolo:
"chi è contento il ciel l'aiuti".

ROSIGNANO - Nessuno ha ancora pensato ad allestire sulla battigia palmizi finti, o un ruscelletto d'acqua chiacchierina ai bordi di quella che le compagnie aeree di mezzo mondo definiscono ancora la più bella spiaggia d'Italia.
In questo mare, dall'appartenenza così cristallina ed invitante, si fa a gomitate per piantare il proprio ombrellone variopinto nella sabbia, altro che paradiso Hawaiano. Megaparcheggi retrodunali, e ciminiere all'orizzonte, questo lo scenario vero. A fianco di questo orrore ci sono poi quegli eco-terroristi che vogliono dimostrare ad ogni costo come le fantomatiche "spiagge bianche", siano invece un luogo di morte, ed il mare sia ormai poco più che un cimitero sommerso. Infatti, la colorazione d'ametista caratteristica di questa spiaggia in provincia di Livorno, a poca distanza dalla prestigiosa località balneare dei VIP, Castiglioncello, non è altro che il risultato dello scarico a mare di tonnellate e tonnellate di sostanze chimiche immesse
(cagate) per trent'anni dalla retrostante grande fabbrica Solvay.
titoletto: "
ma come fanno i pescatori?"
Puntualmente, ad ogni importante ripulitura interna degli impianti chimici, i pochi pescatori locali, sconsolati, furibondi, impotenti e ricattati raccolgono chili e chili di pesce pregiato morto sulla spiaggia, lo portano alla USL, avvisano i vigili e tutti poi a chiedersi: "Chissà perché sono morte queste spigole".
Qualcuno però ha deciso che è meglio abbandonare questa maschera d'ipocrisia e si è deciso a presentare al consiglio Comunale, alla magistratura ed al Parlamento denunce circostanziate sui continui disastri contro l'ambiente e la salute provocati dai pirati industriali che qui prosperano indisturbati.
I Verdi, approdati sui banchi del Comune di Rosignano, hanno documentato gli sfregi al territorio e alla salute che, alla luce del giorno (e delle fotoelettriche anti-Greenpeace la notte), la società multinazionale belga Solvay infligge da decenni alla già fragile ecologia dell'ambiente costiero.
Ecco che le collinette dalla forma strana che gli ignavi villeggianti percorrono, libidinosi di tintarelle e spruzzi su tettine nude, non sono altro che antiche discariche utilizzate in passato per i rifiuti urbani, oltre che per mai precisati scarti di fabbrica.
É dal 1987 che la grande pattumiera sulla spiaggia è stata chiusa dai vigili. Alcuni cittadini non hanno però mai messo di notare un periodico via vai di camion che dall'area industriale si muove verso le colline artificiali, per scaricarvi innumerevoli rimorchi pieni di
(merda spaventosa) sostanze imprecisate.
"Sostanze tossico-nocive", sostengono i Verdi dopo le opportune analisi commissionate in sedi neutrali."Solamente" rifiuti speciali, dichiara invece la locale USL, concitatamente assuntasi la responsabilità delle seconde indagini.
Speciali o tossico-nocivi, (la differenza sta nelle concentrazioni per grammo di sostanza inerte, e soprattutto nei punti di prelievo prescelti dall'uno o l'altro esaminatore...) nei campioni esaminati sono state riscontrate diverse sostanze, tra le quali: cadmio, piombo, arsenico, antimonio, mercurio, solfati vari eccetera. Il tutto è di origine industriale, e vi è stato depositato da alcune ditte, con la responsabilità diretta ed accertata della Solvay. Entra perciò in ballo la magistratura di Livorno che dovrà appurare ciò che non ha appurato mai.
La USL si incarica intanto di appurare a sua volta da quanto tempo avveniva lo scarico abusivo, e dove e quanti strati di "rifiuti speciali" ormai si sono accumulati in fondo al mare.
Chi non gliene frega nulla di voler appurare sono invece i bagnanti ormai di tutti i colori, che vogliono i Caraibi a pochi metri da una delle concentrazioni industriali più pericolose d'Europa."
titoletto:
"i faraoni della merda".
"Se l'esempio più clamoroso del tremendo impatto che il territorio subisce è qui costituito dagli scarichi a mare della zona industriale, non si possono dimenticare altre ed altrettanto pesanti emergenze già agenti o prossime venture. La prima è la discarica di Scapigliato, situata qualche chilometro all'interno, prevista per lo stoccaggio di rifiuti del Comune di Rosignano ma via via allargatasi fino ad assumere recentemente importanza addirittura regionale. Nei futuri piani c'è un impianto di compostaggio che quando pronto si troverà inserito in una discarica esaurita.
Ma per allora sarà pronta la faraonica discarica di Santa Luce, a due chilometri da Scapigliato, ancora ferma a livello di progetto dopo che la furiosa reazione della popolazione locale ne ha bloccato l'iter burocratico.
In origine doveva essere un impianto colossale di stoccaggio e incenerimento. Oggi sembra che sarà qualcosina di meno; ma "sembra" e basta. Pesante si leva il fumo della presa in giro.
Come al solito, c'è pure la sorpresa finale: il Comune di Rosignano, unico gestore dei miliardi che già provengono e proverranno dal bussines dei rifiuti, si affanna da anni a mandare avanti un megaprogetto turistico di 'grande respiro" per la sua costa ed il suo mare: un porto turistico enorme e di richiamo, costruito a poche centinaia di metri dalle spiagge bianche, dagli scarichi degli impianti presenti e futuri in un territorio completamente devastato dalla fabbrica sul mare.
Anche il porto, diventerà perciò fonte di enormi introiti per le casse comunali (a beneficio dei ricchi e poveri turisti che disdegnano la profilassi antiradioattiva nda).

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