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L'antigambero (II round boxe di alta scuola) di Guelfo Magrini MARZO 2005

Innesco della satira
"mentre monta col tempo e con l'esperienza l'ampiezza del giudizio a premi, monta anche il flusso dei commenti relativi, indirizzandosi ora su questo ora su quell'altro argomento che, per la prevalenza delle visite, assume connotato dominante. Orbene quando la dominante diventa quella che descrive più i difetti che i pregi dell'impresa, e punta il suo indice di preferenze verso sempre lo stesso obbiettivo, allora assume il valore di "vox populi" ed è immediatamente, direi automaticamente, ridotta in satira. La satira dunque è una mezza verità. Come tale non è punibile, in quanto una mezza verità non ha il valore di verità. Allora, il soggetto bersagliato, più che scagliarsi contro la satira, dovrebbe approfittarne per cambiare il corso dei commenti su se stesso. Ma ci vuole sale in zucca. Gli umani un poco di sale in zucca ce l'hanno sempre... ma le holding? Non hanno nemmeno la zucca! Dove se lo possono mettere il sale?"

Tra le ipotesi che  mi sono fatto sulla stratosferica quantificazione del presunto danno da parte di Gambero per il mio intervento satirico,  c'è anche quella estrema che vado a sottoporvi: non sarà che vogliano recuperare, attingendo a tasche casuali, le perdite registrate negli ultimi bilanci a causa della crisi delle attività finanziarie della holding, quelle finalizzate al commercio di vino? Di queste perdite si è vociferato assai nell'ambiente; si dice che gli istituti di credito coinvolti, fiutando la crisi del settore, abbiano fatto marcia indietro rispetto agli impegni di spesa previsti, lasciando il gambero senza riparo e già un pezzo avanti sulla tabella di marcia, cioè con molto vino già nominalmente acquistato presso le aziende scelte. In pratica i soldi che vengono chiesti a me (500mila euro) e a Sangiorgi (1 milione di euro) servirebbero a coprire i loro buchi. Me ne vien da pensare un'altra: che invece il loro obbiettivo sia quello di tappare la bocca alle voci che nel panorama della comunicazione esprimono idee e metodi diversi, che offrendo prodotti competitivi potrebbero orientare diversamente i flussi economici in un ambito di libertà di impresa? Il monopolio sulla comunicazione del vino? Saremmo anche qui al delirio, alla coniugazione perversa del modello comunista sovietico applicato al liberismo di stampo neo-americano. Cioè il peggio del peggio. Meno male che invece risentono solo di stress emotivo con problemi alla impersonalità caratteriale.

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