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sgnam sgnam....................................................
separiamo il grano dalla loia
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La collocazione storica data dal giornalista Franco Ziliani per definire alcune incongruenze manifestatesi nel ducato del Brunello di Montalcino durante gli ultimi mesi di vita del precedente consiglio direttivo della prestigiosa istituzione “Consorzio”, non mi appare esatta. Guelfi che diventano ghibellini e viceversa, nessuna tracciabilità degli schieramenti. Non ci siamo. Piuttosto penso che si tratti ancora dell’annosa questione tra etruschi e romani. Nonostante che non si voglia nemmeno lontanamente ipotizzare che la resistenza da parte delle popolazioni autoctone alle truppe romane, o piuttosto ai loro metodi di gestione delle conquiste, sia tuttora attiva, eppure si devono riscontrare elementi tali da far intravedere una realtà nascosta. Nonostante quello che si può pensare dei recenti secoli di depressione, prima del Brunello, Montalcino era e rimane un luogo strategico fin dal quinto secolo avanti Cristo. Ma Montalcino era e rimane anche qualcosa di profondamente ostico, duro a farsi domare, attaccato alla vita locale e alle sue tradizioni lontanissime. Insomma una gatta da pelare niente male per i romani… Che comunque, grazie all’approccio scientifico al governo, frutto prezioso di una scuola millenaria, riescono sempre ad allestire funzionariati territoriali che garantiscono utilità e moderata tranquillità alla ex capitale dell’Impero, da tempo trasferitasi altrove. Certo è che decisiva è stata la recente alleanza con le tribù del Nord Longobardo che si sono dimostrate disponibili a supportare il senato romano nelle riconquiste recenti dell’Etruria meridionale, applicando quella teoria economica di origine egiziana che in una colonia se si vuole impostare una monocultura di banane allora bisogna estirpare i tradizionalisti che sanno che lì in quel terreno ci vengono bene solo le patate e quelle vogliono fare. Ma c’è un surplus di produzione a qualche centinaio di leghe dal centro e quindi niente patate da seminare per quella colonia; solo banane, come una corretta pianificazione imperiale prevede per dotare il sistema dei prodotti di cui ha bisogno. Dunque addosso ai tradizionalisti e ai loro fiancheggiatori, i giornalisti per esempio, che da bravi sommelier della notizia, riescono ad annusare i trucchi e a bocciare i campioni difettati. E’ Montalcino la scenografia del film di Tarantino in preparazione: “L’Ultima Querela” dove protagonisti d’eccellenza sono il Gambero Rosso Cesare e le sue varie diramazioni locali, e NettaridiBacco Porsenna, che “bisognerebbe cancellare perché fa troppo casino” dalle parole del decurione Virgilio, di stanza nel castro di Sa Ena. |