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TAPIROBRIACOnews

WINE&BOMB MAKERS GENNAIO 2005

La crisi vi attanaglia? I vostri fatturati già alle prese con le montagne di terra scavata per le nuove cantine e le nuove vigne rischiano un brutale ridimensionamento a causa di una politica dei prezzi impazzita? La filiera della distribuzione è fuori di testa e segue regole completamente deregolate? La politica istituzionale del settore primario è quanto di meno ragionevole ci possa essere al mondo? Vi hanno promesso la bicicletta e vi ritrovate con un pattino spaiato? Australiani, Argentini e Cileni vi hanno cucito un armadio di cappotti? Niente panico, resistete fino alla prossima riunione dell'ONU, quando l'embargo delle armi alla Cina sarà sollevato, per gli uffici indefessi del nostro benedetto governo. Chi osa dire che non fanno nulla per le nostre imprese? Nel frattempo però cercate da subito una via per non smarrire il vostro splendido tenore di vita: aumentate il fatturato investendo nell'industria delle armi, il che vi consentirà di continuare a consumare ad oltranza ogni tipo di risorsa non rinnovabile.
Inoltre, potrete aumentare la produzione del vostro vino, che venderete poi tutto in Cina molto più facilmente che altrove e spuntando un buon prezzo grazie alla vostra produzione parallela di mine antiuomo, vanto dell'industria nazionale, realizzate dal Vostro carissimo bomb-maker preferito (in italiano bombologo), nella piccola dependance che avrete realizzato con poca spesa accanto al locale d’imbottigliamento. Mine e bottiglie si troveranno poi esposte assieme nella Vostra confezione destinata non più solamente agli importatori del celeste impero, con un packaging d’avanguardia. E finalmente il vostro vino diventerà esplosivo e sicuramente sarà maggiormente apprezzato dai veri opinion makers dell’editoria specializzata, che si guarderanno bene dal criticarlo per paura di rappresaglie armate.

Disciplinare per la produzione di ENO-MINE
(realizzate in materiale rigorosamente non rintracciabile dal metal detector)
Prodotte in numero limitato di esemplari in casematte tradizionali esposte a Sud e ben inserite nell’ambiente naturale, con il metodo del cordone fustellato, fattori che ne esaltano al meglio le potenzialità esplosive.
Le componenti sono scelte con cura e con raccolta manuale (se qualche detonatore casca giù dal tavolo) e assemblate in ambiente idoneo dai migliori bomb-makers del momento.
La forma si adatta alle richieste più attuali, così simile ad una bottiglia di grappa con il collo che all’occorrenza la trasforma anche in bomba a mano di facile utilizzo.
L’etichetta descrive le principali doti tecniche di questo oggetto, e ne facilita il posizionamento in base agli obbiettivi che si vogliono raggiungere (storpiamento bambini, uccisione di donne e vecchi oppure massacro di greggi).

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