zerolibertàdiculto

romolo&remolo

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Non è uno scherzo. Se si parla di cose serie bisogna essere seri fino in fondo. I comportamenti umani che si richiamano a leggi non decise dall’”alto relativo”, e scritte, sono ormai omologati al concetto di terrorismo.
Tutti ormai sanno, dato che il messaggio è da anni reiterato, che l’11 settembre 2001 è una data dalla quale il mondo è cambiato; ma pochi riescono a inserire il fatto nel giusto, o se non nel giusto quantomeno nel logico contesto. Il crollo delle torri gemelle, l’attacco nemico sul sacro suolo americano, la conseguente guerra spaventosa e infinita, tutto viene ridotto a pura retorica propagandistica, ben accettata da gran parte della gente, quando ormai grazie proprio ai media, ormai clonati, fin dai tempi dell’Istituto Luce esiste la conoscenza diffusa del dato propagandistico in contrapposizione strumentale al dato reale per ottenere obbiettivi di consenso. Nessuna prova scientifica o inoppugnabile sequenza logica potranno far deviare le menti assuefatte dalla comodità di accettare storielle preconfezionate invece che la cruda verità nascosta negli atti bellici di ogni tempo. Ma perché? Una possibile spiegazione risiede nel fatto che la mente stanca dell’uomo-massa non abbia energia per ragionamenti complessi che non riguardino la sua immediata sfera. Da ciò il grande successo del rinnovato panem et circenses del terzo millennio, di romana memoria, che qualcuno non avrà imparato bene il nome dei fratelli romolo e remolo ma ha assimilato assai bene il concetto di potere insito nel gioco del calcio.
Altra spiegazione plausibile è la difficoltà che la mente individuale ha di pensare a macrostrutture, di qualsiasi tipo esse siano. Per assaggiare intellettualmente una cifra economica, per comprenderne il significato, la mente singola arriva al massimo alle somme cumulate di una lotteria nazionale; quando i milioni diventano molti miliardi di miliardi, come per esempio il budget di una finanziaria statale, ci si perde. Non si da più concretezza a quelle cifre dunque è come se non esistessero. 

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