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Non è uno scherzo. Se si parla di cose serie bisogna essere seri fino in fondo. Eh già, perché lì, da ground zero in poi, si tratta proprio di cifre inimmaginabili.
Infatti, lasciando ad un altro momento i conti militari, facciamo due conti civili sull’argomento, così per vedere cosa esce. L’area delle twin towers comprendeva sette grandi edifici più le due torri gemelle per un totale di milioni di metri cubi edificati, ed oggi edificabili, tutti demoliti in un colpo solo. Una delle attività economiche più redditizie è appunto, lì come altrove, l’edilizia. Il possesso del terreno ove sorgeva il complesso ha un valore tale che solo una holding di enormi e ben ramificate dimensioni può sostenere.
La stessa holding, il cui assetto societario è passibile di cambiamenti di quote azionarie, ha i mezzi lobbistici per ottenere facilmente permessi di ricostruzione. Un business colossale, una marea tale di soldi che se fossero ghiaccio ricoprirebbero di nuovo i poli sgelati dall’effetto serra. Ecco che nell’affare sono coinvolte varie dinastie internazionali, ma la joint venture che spicca di più è quella della famiglia Bush con la famiglia reale saudita di Osama Bin Laden, che trattano da anni affari di petrolio, armi, edilizia pubblica e chissà che altro…Altro che Provenzano!
Il mitico Bin, è un ricchissimo borghese di una tribù araba, il che non lo fa molto differente da un ricchissimo borghese di qualsiasi altra popolazione: un intellettuale debosciato. Le analogie con il presidente americano si fermano al debosciato. Immaginiamo che tra compravendite e scalate la quota di Bin nella holding sia aumentata rispetto a quella di George senior e che George junior abbia mandato a monte un affarone petrolifero con Bin, preferendo Putin. Può succedere un vero casino. Bin gli scrive una raccomandata AR nella quale richiede la penale stabilita per il mancato guadagno petrolifero (il bilancio della Virginia) entro termini stabiliti e poi, sia per spregio che per calcolo, affiancato da molti clienti americani, rade al suolo il quartiere. Immediatamente Bush chiede un incontro per entrare nell’affare che da buon segugio ha subito riconosciuto e Bin lo accoglie con determinate clausole, però serve di stornare l’attenzione del mondo da quelle cinquemila vittime innocenti e per lo più americane e allora s’inventano l’irak e alcaida e noi e gli arabi bocconi a dire ahh sììì il terrorismo, la giadd, l’ultima crociata il corano e la bibbia e così da 5000 si passa a 500mila morti ammazzati. Tanto non ciavevano una lira! 

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