MANUALE DI PROTO SATIRA EDOGASTRONOMICA

BLOGS & INCIDENTI STRADALI: QUALE RAPPORTO?

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Il Blog-ghetto è quella situazione in cui vanno a ritrovarsi quei bloggers che reputando di poter intervenire nello spazio spirituale della comunicazione virtuale, ma al contempo, pervasi dall’inconsapevolezza controllata, che è l’alter ego di loro stessi, consci dell’inutilità e forse della presuntuosità dei loro sforzi, si rinchiudono in un ghetto escludendo tutto quanto non sia perfettamente allineato al loro stile. In un ambito così impermanente quale quello del web, questo è un errore non privo di conseguenze per essi stessi e le loro opinioni. O in ultima analisi per la loro immagine. Se paragoniamo ciò al mondo della partitocrazia, troviamo molte analogie con questa situazione. Si contano solo loro, gli altri non esistono. Mormoni dei web. Mentre tutt’intorno a loro la società informatica evolve pazzamente, mostrando mille facce che si sovrappongono e mutano lineamenti se tu non hai uno stile che corrisponde ai loro parametri sei out. Non importa se sei più o meno famoso di loro, se hai più o meno successo di loro; pur appartenendo alla stessa categoria (sito, blog, portale o network, di tipo sociale) tu non esisti, salvo consultarti clandestinamente per soffiare idee che mancano e ci mancherebbe a ringraziarti! Sulle analogie con i partiti odierni ci sarebbe da scriverci sopra, anche in occasione del recente incontro culturale di Capalbio con la partecipazione di Furio Colombo e Marco Travaglio. Se dovessi aprire un BLOG  l’ultima cosa che andrei a cercare sono i commenti. Blinderei il mio blog e, dato che lo pago io, scriverei solo cose che non hanno bisogno di risposta, perché sono ovvie come lo splender del sole. E se qualche matto volesse commentare qualcosa, esaminerei il suo grado di follia e più è alto più ci sarebbe la possibilità di veder pubblicato il suo pensiero. Questo sarebbe un blog intelligente, per il quale ho già pronto il jig pubblicitario.

"Dopo il regno del mercato, dell'aggressività, della mancanza di scrupoli, della raccomandazione, della concorrenza sleale, delle lobby economiche monopolistiche, riportiamo il vino alle origini: quelle della piacevolezza, della meditazione, della gioia, della convivialità, del divertimento, della scoperta del territorio e della sua cultura, e non scandalizziamoci se qualcuno farà pubblicità su queste pagine, ce lo meritiamo no?"

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