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Henry Ford e i crimini contro l'umanità

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Henry Ford rischia di trasformarsi, nell’immaginario collettivo, da benefattore a colpevole di crimini contro l’umanità. Basterebbe solo che un fascio di particelle di origine cosmica colpisse il pianeta terra schiarendo le umane coscienze. Il conto di tutti i morti stradali causati dalle automobili gli sarebbe presentato senza sconti, a lui, che ha lanciato nel mondo la produzione di massa del motore a scoppio.

Già la parola “scoppio” non è pacifista: di solito è collegata all’attività di ordigni mortiferi, e dunque il suo carattere è attinente anche al processo evolutivo dell’auto privata. Di solito chi maneggia ordigni esplosivi ha diritto e bisogno di una preparazione accurata, di modo che oltre a frantumare corpi e possedimenti altrui non si sfiguri da solo. Di solito chi maneggia ordigni esplosivi ha dovere e diritto a mantenersi estremamente sobrio: provate a dare in mano ad un ragazzino viziato o ad un alcolista abituale un fascio di bombe a mano dalla spoletta facile.

C’è chi sostiene che la, cosiddetta familiarmente “macchina”, nella sua configurazione di ordigno autoesplosivo con manovratore, debba sottostare alle stesse regole degli altri armamenti, dovendo dunque essere condotta solo da personale altamente specializzato.

Ma così non potrebbe essere un prodotto di massa, quindi tutte le responsabilità, in mancanza di sentenze contrarie ai costruttori, e forse ancora in mancanza di cause ben condotte da parte di associazioni di vittime di incidenti stradali, a chi le attribuiamo? Al vecchio e ormai defunto Ford?

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