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Dichiarazioni
spericolate di un criminalizzato
copyright NdB2007 
 Proprio
qualche giorno fa ero a pranzo da amici associati per parlare di scenari e
strategie di comunicazione in una scenografia enogastronomica dinamica da
potenziare per promuovere al meglio i prodotti, i vini e le offerte
culturali. Un bell’incontro dove discutere di sangiovesi e grani in
rialzo, pane artigiano e panorami cipressati. Accanto alle tagliatelle e
al cinghialetto in salsa rossa scorreva appunto un sangiovese toscano di
facile beva e di buona stazza. Dopo le solite due ore conviviali sono
rientrato in macchina e mi sono sparato i 50/60 kilometrini che
quotidianamente un confinato nelle lande periferiche dell’impero come me
deve fare per raggiungere i posti consueti. Il mio palloncino era
sicuramente di poco in rosso come quasi sempre, e come ho già descritto
altrove, in 40 anni di patente a tasso alcolico fuori norma non mi è mai
capitato nemmeno di sfiorare un lavavetri abusivo a Firenze.
Insomma l’esperienza acquisita al volante
e la buona educazione stradale ricevuta nei lontani anni 60’ mi consentono
di guidare sicuro in ogni occasione percettiva, graduando la mia prudenza
in base alla velocità relativa dei miei riflessi.
Con ciò non è mia
intenzione d’esser preso d’esempio dai giovani. Per arrivare a questi
risultati ci vuole molto studio e molto impegno quotidiano, e se un giorno
o l’altro mi arrivasse addosso un deficiente sarà colpa del mio karma ma
non mia.
Quelli che si schiantano al volante o che uccidono sulle strade
saranno anche ubriachi, ma prima di tutto sono dopati incoscienti,
criminali in nuce e soprattutto deficienti. Non ci si può improvvisare
esperti guidatori “drunked” (dove questo neologismo sta ad indicare
contemporaneamente ebbrezza e stonatura).
immagine: disegno di Igor Gabriel presentato alla
mostra Artevite 2001
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