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ORTORESSIA MA CHE STRANA
MALATTIA
Sapete cosa succede; ad
un certo punto una pletora di zelanti ricercatori farmacologisti -
agronomicisti - medicalesi si
accorge della penuria di fondi e del rischio di dover ridurre di
molto il proprio tenore di vita, basato su barconi costosi che non
escono MAI da porticcioli esotici e su fuoristrada inquinanti e
decide di giocare sporco. Sempre disponibili le Grandi Compagnie
Multinazionali del crimine ecologico, chessò, gruppi transgenici e
filiere chimico-enogastronomiche derivate, che cacciano un bel
mucchio di soldi per qualsiasi nuova idea che possa favorire
nell'opinione pubblica la penetrazione delle loro sconcezze tossiche
nella specie umana residuale. Allora qualche incaricato dal nome
altisonante ti inventa una malattia oggi o una medicina domani che
soddisfano la comunicazione desiderata. Sia ad essi come persone che
ai gruppi istituzionali a cui fanno riferimento, i trenta
denari sono garantiti.
E' il caso dell'Ortoressia,
di cui notizie dettagliate in seguito, che indica in coloro che
amano mangiare e bere sano dei poveri malati da curare con chissà
quali terapie. Anzi le sappiamo: verdura e frutta transgenici, vini
adulterati e carne ottenuta da animali infetti a causa delle
spaventose condizioni di allevamento perpetrate. Il messaggio è
chiaro, se volete stare davvero bene dovete mangiare merda. La cosa
è talmente paradossale che non avrebbe nemmeno bisogno di commenti,
se non ci fosse una tale quantità di ipocondriaci che credono a
queste panzane criminali. Continuate a richiedere e a mangiare cibi
sani, non inquinati, che non hanno portato disgrazie all'ambiente,
che non contengono veleni sperimentali di cui VOI, e proprio VOI
siete le cavie. Vedrete che il budget di farmacia diventerà molto
più sostenibile, assieme all'aria e all'acqua che respirate e bevete.
SCHEDA di PAOLA COPPOLA
E' l'ossessione di
mangiar sano che si trasforma in una patologia nervosa che spinge le
persone ad adottare una dieta sempre più rigida fino a eliminare
gruppi essenziali di cibi, anche quelli utili per una alimentazione
equilibrata. L'hanno chiamata ortoressia (dal greco orthos che
significa "giusto", "corretto") e dopo l'anoressia e la bulimia
rischierebbe di diventare negli Stati Uniti l'ultimo dei disturbi
psicosociali. Ad affermarlo è il medico statunitense Steven Bratman,
autore di Health Food Junkies, un libro appena uscito, ma che è già
un best-seller. Esperto di medicina alternativa e consulente di
diverse istituzioni accademiche come lo State of Washington Medical
Board, il Colorado Board of Medical Examiners e il Texas State Board
of Medical Examiners, Bratman non è tuttavia ancora riuscito a
convincere tutti i suoi colleghi nutrizionisti. Tra questi Kelly
Brownell, del Centro per i disordini dell'alimentazione e del peso
di Yale che afferma di non aver mai visto questo tipo di disturbi in
vent'anni di lavoro in clinica. Perplesso anche Dean Omish, del
Preventative Medicine Research Institute, il quale ritiene piuttosto
che il problema sia opposto, ovvero che la maggior parte delle
persone seguono un'alimentazione scorretta e nociva per l'organismo.
Altri nutrizionisti invece credono che la teoria di Bratman sia
verosimile, anche se non si può ancora parlare dell'ortoressia come
di una nuova malattia. Non ci sono indagini quantitative
sull'argomento, ma Bratman sostiene di aver curato diversi pazienti
affetti da questo disturbo. Un dato però è certo: negli ultimi vent'anni
l'ossessione per la dieta è diventata comune nel mondo occidentale.
E non riguarda solo le donne, ma anche la popolazione maschile: il
tentativo di raggiungere il modello di perfezione dettato dalla
società e gli sforzi e le privazioni alimentari possono sfociare
nell'ossessione. "Tutti sanno che mangiare sano fa bene, ma un
sorprendente numero di persone ha cominciato a farlo in modo
ossessivo. Ed è qui che comincia la malattia", afferma Bratman.
Se infatti il problema di anoressici e bulimici è la quantità di
cibo che ingeriscono, gli ortoressici sono ossessionati dalla
qualità. Ma il cibo di qualità costa caro. E non a caso l'ortoressia
nervosa viene definita una malattia del benessere che colpisce in
particolare persone che appartengono alle classi medio alte e che ha
contagiato noti membri dello star system hollywoodiano. Winona Ryder
durante un recente servizio fotografico ha ordinato una Coca Cola
organica, Jiulia Roberts dichiara di non poter far a meno di
allungare il suo caffè con latte di soia. E ancora Kim Katrall,
protagonista di "Sex and the City", ordina esclusivamente i suoi
cibi da diamondorganics.com, un servizio online di lusso che
consegna da una costa all'altra degli Usa alimenti genuini.
L'ortoressia è apparsa in seguito alla diffusione delle informazioni
sui cibi e sul loro contenuto in termini di grassi, calorie,
zuccheri. Molte persone hanno così modificato la loro dieta nel
tentativo di perdere peso e di ottenere delle condizioni di salute
ottimali. "Ma il tentativo di mangiare in modo corretto", avverte
Bratman nel suo libro, "spinge alcune persone ad adottare regimi
alimentari rigidi, minacciando la loro salute, e ha effetti anche
sulle loro relazioni interpersonali e sull'armonia emozionale".
Queste persone infatti sarebbero tanto devote al mangiar sano da
ridursi a una dieta ferrea: si nutrono di cibi incontaminati -
solitamente verdure crude e graminacee - oppure si dedicano alla
pianificazione dettagliata del loro menù anche a lunga scadenza. E
così stabilire cosa mangiare e preparare i pasti diventa la
preoccupazione principale della loro giornata.
In Health Food Junkies si passano in rassegna le diete più popolari
in America: dalla nota The Zone, secondo la quale bisogna decidere
cosa mangiare in ogni pasto calcolando le energie necessarie al
corpo per le successive 5-6 ore, alla dieta macrobiotica, al row
foodism, che prescrive un'alimentazione spartana a base di verdure
crude. Fino ad arrivare ai veri e propri paradossi alimentari di chi
considera veleno qualsiasi cibo, di chi pensa che nutrirsi di
vegetali sia paragonabile all'omicidio, o di chi si nutre solo di
estratti liquidi di frutta e chi solo di animali appena macellati.
"Insomma se l'alimentazione può diventare settaria ed estremista
perché non credere che nella mente dell'ortoressico si inneschi il
corto circuito dell'ossessione?", si chiede Bratman.
L'ortoressia si basa anche sulla convinzione di seguire un
comportamento virtuoso. Bratman racconta di aver visto pazienti che
arrivavano a chiedere 2-3 volte al giorno come fare per essere più
rigorosi nella loro alimentazione. In alcuni casi, dei pazienti
avrebbero cominciato a seguire un regime alimentare rigido per
alleviare altri disturbi, come per esempio l'asma. E si sarebbero
autoconvinti che i cibi sani hanno virtù terapeutiche. Ma per
parlare di vera e propria malattia, l'ossessione per il cibo di
qualità deve avere un impatto negativo sulla vita di un individuo.
Come accade in alcuni malati che preferiscono ridursi alla fame
piuttosto che consumare cibi impuri o contaminati, o che evitano di
andare al ristorante, o di accettare inviti a cena se non hanno la
certezza della genuinità delle portate.
In Health Food Junkies, Bratman presenta dei quiz per diagnosticare
l'ortoresia attraverso alcuni sintomi tipici. Eccone alcuni:
spendere più di tre ore al giorno a pensare al cibo, pianificare il
menù del giorno dopo, mangiare perché fa bene più che per gusto,
ridurre la qualità della propria vita man mano che aumenta la
supposta qualità della dieta, diventare più rigidi verso se stessi,
innalzare la propria autostima per quello che si mangia e
disprezzare le persone che non seguono un regime alimentare rigido.
E ancora: evitare il cibo che piace per mangiare quello più giusto,
seguire una dieta che rende difficile mangiare fuori, sentirsi in
colpa e disprezzarsi se si mangiano cose che non rientrano nei
canoni della dieta abituale e, infine, avere il controllo di se
stessi solo se si mangia nel modo ritenuto corretto. Se due o tre
delle affermazioni precedenti sono in sintonia con il vostro modo di
pensare allora soffrite di una forma lieve di ortoressia, se invece
sono quattro o più significa che dovete avere un rapporto con il
cibo più rilassato. Se tutte le affermazioni precedenti vi trovano
d'accordo allora significa che siete ossessionati dal cibo.
Le malattie a cui si espongono i malati di ortoressia sono quelle
che derivano da una drastica riduzione di vitamine e minerali e
quindi l'avitaminosi, l'arterosclerosi, l'osteoporosi. La terapia
invece deve mirare a ristabilire nel paziente il controllo sulle sue
abitudini alimentari e deve convincerlo che se è importante seguire
una dieta equilibrata, lo è altrettanto assecondare i propri
desideri nell'alimentazione e trarre piacere dal cibo. |